Dazi e Burrata: il futuro dell’export caseario secondo Giuseppe Maldera

Giuseppe Maldera, amministratore delegato del Caseificio Maldera,  interviene sul tema tanto dibattuto dei dazi imposti dagli Stati Uniti: una misura protezionistica che potrebbe mettere a rischio l’export del Made in Italy, con un impatto diretto su prodotti di eccellenza come la burrata pugliese.

L’Italia è rinomata a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti caseari e la burrata è uno degli emblemi della tradizione gastronomica pugliese. Grazie alla sua cremosità inconfondibile e alla lavorazione artigianale, questo formaggio fresco è un vero e proprio must-have nelle cucine gourmet di tutto il mondo, dagli chef stellati ai ristoranti italiani negli Stati Uniti.

Tuttavia come sottolinea Giuseppe Maldera l’introduzione dei nuovi dazi sull’export agroalimentare italiano da parte dell’amministrazione Trump rischia di alterare gli equilibri commerciali, penalizzando proprio quei prodotti che hanno reso celebre il Made in Italy nel mondo.

Caseificio Maldera e il Mercato Americano: un futuro incerto

Uno degli effetti più immediati potrebbe essere l’aumento dei prezzi di vendita, rendendo la burrata meno competitiva rispetto alle alternative presenti sul mercato.

Oltre all’aspetto economico, c’è poi la questione logistica. Essendo un prodotto fresco e deperibile, la burrata richiede una catena del freddo impeccabile e tempi di trasporto rapidi. Con l’aumento delle barriere doganali e delle pratiche burocratiche legate ai nuovi dazi, le spedizioni potrebbero subire rallentamenti, mettendo a rischio la qualità del prodotto al momento della consegna. Questo rappresenta una sfida importante per il Caseificio Maldera, che da sempre punta sulla freschezza e sull’autenticità della propria burrata come punti di forza distintivi nel mercato internazionale.

Nuovi mercati o adattamento? La visione di Giuseppe Maldera

Secondo  Giuseppe Maldera rispondere alla sfida dei dazi americani con una diversificazione dei mercati è una strada percorribile, ma non sufficiente.

Il vero problema è che la burrata è un prodotto fresco e artigianale e spostare l’export su nuovi mercati richiederebbe investimenti strutturali e logistici enormi, difficili da sostenere nel breve termine.

Torna in cima